San Giacomo Maggiore, situata tra le incantevoli colline di Castellammare di Stabia, rappresenta un faro di arte barocca e profondità storica. Conosciuta localmente come Chiesa di San Giacomo Maggiore, questa chiesa è un esempio del ricco intreccio culturale italiano, unendo armoniosamente fede, arte e storia.
La storia di San Giacomo Maggiore inizia con un racconto di gratitudine e devozione. Nel XIV secolo, il re Roberto d'Angiò, dopo essersi ripreso da una malattia, promise di costruire dodici chiese in onore degli apostoli. Tra queste vi era San Giacomo Maggiore, completata nel 1362 grazie al sostegno dei nobili locali Lorenzo Certa e Bennico Raffone. Originariamente una cappella modesta, divenne un centro spirituale per la Confraternita dell'Immacolata Concezione e San Francesco d'Assisi.
Entro la metà del XVIII secolo, la struttura originale era diventata troppo piccola e logora. Così iniziò una trasformazione nel 1756, finanziata dalla comunità locale e dai fedeli, culminando nella consacrazione di una nuova chiesa nel 1761 sotto la guida dell'ingegnere Melchiorre Campanile. Nonostante i danni significativi subiti durante il terremoto dell'Irpinia del 1980, la chiesa fu amorevolmente restaurata nel corso di un decennio, riaprendo nel 1991.
Avvicinandosi a San Giacomo Maggiore, i cancelli in ferro battuto accolgono i visitatori in un tranquillo cortile. La facciata, un capolavoro di design barocco, è divisa da un grande architrave con inciso il nome della congregazione. La sezione inferiore presenta un ampio portale in legno fiancheggiato da coppie di pilastri, mentre la sezione superiore vanta una finestra centrale incorniciata da ulteriori pilastri, il tutto sormontato da un frontone triangolare.
All'interno, la chiesa si apre in un'unica navata con un soffitto a volta a botte, guidando lo sguardo verso l'arco trionfale che separa la navata dall'abside cupolata. Ogni lato della navata ospita una cappella: una dedicata a San Giacomo, ornata con un dipinto di Leopoldo Correa, e un'altra che celebra la Natività.
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L'altare, realizzato in marmo policromo, è un punto focale di riverenza e bellezza. Fiancheggiato da figure cherubiche, presenta un ciborio in marmo con una porta del tabernacolo in argento che raffigura il Buon Pastore e lo Spirito Santo. Dietro l'altare, un coro in legno si eleva su tre livelli, aggiungendo all'estetica armoniosa della chiesa.
Dominando l'abside vi è un dipinto incorniciato in stucco dell'Immacolata Concezione, ambientato in un paesaggio pastorale che ricorda le origini della chiesa. Quest'opera d'arte, risalente al XVII secolo ma ampiamente modificata nel 1759, si ritiene abbia avuto origine dalla vecchia chiesa di San Francesco.
Il lato destro della chiesa presenta un pulpito in legno, riccamente dipinto in oro, accessibile tramite una scala dalla sacrestia. Nelle vicinanze, una nicchia ospita una statua in legno di San Giuseppe, un dono del 1877, recentemente restaurata al suo antico splendore. Sopra l'ingresso, un organo si trova su una piattaforma a volta, riempiendo lo spazio con melodiosi inni.
La sacrestia, di forma rettangolare, è adornata con immagini sacre e iscrizioni, inclusa una raffigurazione centrale dell'Immacolata affiancata da San Giacomo e San Catello, dipinta nel 1924. Le quattro pareti presentano lunette che ritraggono gli Evangelisti, mentre un altare in marmo si erge orgogliosamente sul retro, sostenuto da due colonne.
Sotto la chiesa si trova una cripta, aperta nel 1758, un tempo luogo di sepoltura per i membri della congregazione. Questo spazio unico, con la sua abside circolare e sei colonne, si distingue per il suo vivace pavimento in maiolica, ora utilizzato come ossario.
In conclusione, San Giacomo Maggiore è più di un semplice luogo di culto; è un museo vivente di fede e arte, che riecheggia la devozione e l'abilità artigianale delle generazioni passate. Le sue mura raccontano storie di resilienza e riverenza, rendendola una tappa obbligata per chiunque esplori il cuore culturale di Castellammare di Stabia.
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